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Gioventù Scapigliata Anonima
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Benvenuto


Gioventù ribelle,

nel dignitoso proprio anonimato;
a cui si chiede placida la pelle,
non detergetela, non pettinate
la testa folta d'uno scapigliato:
i calli radichino, e i nodi. Siate
Gioventù ribelle.

Dunque, allor leggendo
capite, riflettete: concodate!
Poi fra un "puttanificio" ed un Nintendo
tempratevi, crescete. Rinnegate,
presto, rileggendo!

L'Anticonformista
resta nel suo anonimato;
poichè l'Anticonformista
sceglie: solo o conformato.


 

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22596visite.

1 maggio 2007

1° Maggio



Proletari di tutti i paesi: Unitevi!




permalink | inviato da il 1/5/2007 alle 0:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

27 aprile 2007

Il Comunismo



Io mi sento sempre più Compagno




permalink | inviato da il 27/4/2007 alle 1:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

27 aprile 2007

EHEMALIGES RUSSEN LAGER



Vienna è un’anziana aristocratica che vuole ancora truccarsi le guance, guardarsi allo specchio, pettinarsi i capelli. Genti in carrozza con il più elegante Frac, austeri visi imberbi con altezzoso il cilindro e pendulo il monocolo, dame ottuagenarie mantate di ottuagenari drappi , nobildonne raffinate quanto i ricami del proprio parasole in bambù!

Vienna è bella; e tanto più è bella tanto è più fasulla. Vienna non è una città di questo mondo. Immerge nei suoi divani di broccato amaranto la sua umanità, tanto più ci si avvicina al suo centro. E’ lì che Vienna non si è mai destata: lì ancora l’impero vive nei barocchismi tentacolari delle nuvole e dei monumenti. Non sa cosa vi è al di fuori. Forse per non volere sapere mai quello che c’è.

Mauthausen non fu un campo di concentramento. Fu uno dei pochi campi pensati ed edificati per l’internamento. Ovvero per la sola porta d’ingresso. Così come Auschwitz. Tantissimi morti. L’annientamento:


L’efferatezza con la quale questi complessi di prigionia furono edificati, con fondamenta di camere a gas e laboratori, con pavimenti di ossari e cadaveri, con mura di torri e camini urla -come un ordine di una guardia, come un grido di un prigioniero suicida- ancora oggi la nevrosi e la malattia dello scenario nazista del Novecento:
Prigionieri Russi (CCCP)   32.180

“ Polacchi                  30.203           

"Danesi                     12.923  

“ Jugoslavi                 12.870

“ Francesi                   8.203

“ Spagnoli                  6.502

“ Italiani                    5.750

“ Cecoslavcchi               4.475

“ Greci                        3.700

“ Nemici Antifascisti     1.500

“ Belgi                          742

“ Austriaci Antifascisti    255

“ Olandesi                   1.078

“ Norvegesi                     77

“ Americani                    34

“ Lussemburghesi              19

“ Inglesi                         17

Le camere a gas erano a ben vedere la sorte migliore per gli internati. I più resistenti, i più forti erano selezionati, operati e sezionati vivi, uccisi poi con punture minime di benzina. Decine di stanze di laboratorio, spartane: un tavolo di pietra, uno scolo nel mezzo per il sangue. La benzina provoca una morte lentissima. L’agonia è inimmaginabile. All’ultimo stadio le ossa della schiena si spezzano e schizzano fuori, via dalla pelle.

E’ sempre più terribile.
 
Camere a Gas                              Barattoli di Gas
 
Il Forno                                                        Il Camino
Il Tavolo per gli esperimenti


Il Generale Sovietico

 

Racconto una storia. Nel campo di Mauthausen c’era un grande eroe. L’unico tentativo di fuga fu pianificato nei dettagli e, alla fine, messo in pratica da questo Uomo. Era un Generale Sovietico, un russo, forte e coraggioso. Desiderava più di ogni altra cosa la libertà per i suoi cinquecento uomini prigionieri. La desiderava a tal punto che nell’attuazione della fuga, rimase nelle ultime file, per assicurarsi la salvezza dei suoi soldati, e da cui gestire meglio controllando e dirigendo l’operazione. Questa audacia gli costò la cattura. Venne legato nudo ad un palo, nudo, nel cento del campo, di fronte a tutte le baracche in fila. Le SS, costantemente, gli gettavano addosso getti ghiacciati dell’acqua delle pompe. Quel Genrale ghiacciò vivo, ma non morì. Quando il gelo si disciolse appena, le guardie si accorsero che era sopravissuto. Ripresero a bagnarlo. Le temperature medie in quel mese di Febbraio si aggiravano sui -20° C. Morì solo dopo quattro giorni. 

                                                          
Chiudo con la Parete dei Paracudisti, con l’unica soluzione inoltre che riesco a trovare per tutta questa brutta faccenda, l’unico lieto fine. Venne soprannominata così perché era il posto preferito per i prigionieri, il posto prediletto per il suicidio.


 Un grande tonfo, l’aria che ti pulisce di tutto, la libertà dimenticata, un crampo sulla bocca che un tempo si chiamava sorriso, lo schiaffo dell’acqua freschissima, e basta.


Mauthausen




permalink | inviato da il 27/4/2007 alle 0:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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